Diventare consulente HACCP

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Oggetto:

Vorrei chiedere qualche informazione in più in merito alla figura del consulente HACCP.

Premettendo che sono laureata magistrale in S.T.A. vorrei sapere qual è l'iter corretto per diventare consulente HACCP e quali gli enti e/o le strutture a cui rivolgermi.

Inoltre esistono dei corsi di formazione o in qualche modo abilitanti? ok che dovremmo avere le conoscenze per poter ricoprire tale ruolo ma sinceramente con un po' di coscienza critica le note pratiche e l'esperienza mancano e vorrei poter in qualche modo per lo meno approfondire la cosa prima di buttarmi ad inviare un curriculum in tal senso. 

 Grazie anticipatamente e complimenti per il sito...è davvero utile e sfaccettato.


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Oggetto: Diventare consulente HACCP
provaprovaprovaprovaprova

Oggetto:

 

Ciao marymary e benvenuta!!  ^0^
 
Come prima cosa ti ringrazio, a nome di tutto lo staff, per il bel complimento. Credimi, ci riempie di gioia sapere che i nostri sforzi vengono in qualche modo apprezzati!
 
Venendo al tuo quesito: diventare consulenti specie in un ambito così vasto e complesso come quello della HACCP non è cosa semplice... Per lo meno, non lo è se si ambisce a diventare professionisti consapevoli e preparati.
 
Sono convinto, comunque, che con pazienza e soprattutto buona volontà il traguardo non sia poi così lontano da raggiungere. Dicevo che occorrono:
  • pazienza: perché come in tutte le cose è necessario fare molta pratica (la gavetta... sempre lei!). L'esperienza maturata sul campo è importantissima ed il binomio teoria+pratica non dovrebbe essere mai perso di vista;
  • buona volontà: perché la HACCP non è una sterile lezione che si impara mnemonicamente; essa richiede capacità logiche, molto esercizio (e su questo punto, forse, Talkin'about Food Forum, se usato correttamente, potrebbe essere un'ottima palestra per tutti quanti noi) e competenze che abbraccino svariati ambiti (non per nulla il Codex Alimentarius prevede la formazione di un team multidisciplinare).
Analizzando il tuo caso specifico, potremmo dire che già il fatto di partire con solide basi di Scienze e Tecnologie Alimentari, sia un indubbio vantaggio. Oggi si improvvisa consulente HACCP chiunque, anche chi ha seguito un corso di poche ore... E i risultati si vedono!
 
Disporre, quindi, di nozioni fondamentali di microbiologia (sia degli alimenti, che industriale), igiene e difesa delle derrate alimentari, chimica degli alimenti, fisica tecnicaimpianti industriali, tecnologie del condizionamento, etc. credo sia un requisito imprescindibile. Anche se, inevitabilmente, ti capiterà di veder giudicati i tuoi Piani da chi magari ha studiato per 5 anni come far partorire una vacca... Ma questo è un altro discorso, che magari affronteremo in una sede più indicata.
 
Fare HACCP non significa soltanto individuare potenziali pericoli, magari con l'ausilio di qualche libello o manualetto precompilato. Significa:
  • padroneggiare le nozioni di pericolo, rischio, punto critico di controllo (CCP) e punto di controllo (CP), di limite critico, etc.
  • avere bene a mente le differenze tra vocaboli che solo apparentemente sono sinonimi (come ad esempio: monitoraggio, controllo, verifica)
  • conoscere approfonditamente l'alimento che si intende produrre ed il suo processo produttivo
  • comprendere che un piano HACCP non è assolutamente un concetto statico, bensì in continuo sviluppo... Si pensi soltanto alle possibili implicazioni di cambiamenti anche modesti nella formulazione, nei parametri di processo, nelle condizioni operative ed ambientali,...
Premesso ciò, penso che tu stessa possa trovare risposta al tuo dubbio... Può un corso, seppur con un approccio pratico, creare questo livello di consapevolezza?
 
Notte!
Giulio

 


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Oggetto:

Grazie per il "benvenuta", sono assolutamente d'accordo con te...ma da qualche parte dovrò pur cominciare e di certo il metodo migliore sarebbe avere la possibilità di poter iniziare affiancandomi a qualcuno con esperienza che mi permetta di fare la cosiddetta "gavetta"...ma per ora non ho questa possibilità. Ho piena coscienza di non aver ancora i mezzi per essere consulente per questo vorrei sapere se esiste qualcosa per potermi indirizzare in questo cammino ed essere ancor più pronta quando mi capiterà (spero) l'occasione di iniziare.

Secondariamente dal pto di vista "pratico-burocratico" (passatami il termine) è vero che i requisiti oltre alla laurea sono: il libretto formativo e l'autorizzazione dell'ASL competente?

se si come si possono ottenere?

Grazie per i preziosi consigli e per la serietà con cui mi sono stati elargiti!


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Oggetto:
Libretto formativo??? Autorizzazione ASL??? NIENTE DI TUTTO QUESTO!!!

E' dal 1999 che redigo, aggiorno e monitoro piani di autocontrollo e non ho mai sentito parlare di autorizzazioni di alcun genere per i consulenti; ce ne sono, invece, per i laboratori di analisi (accreditamento). Piuttosto ho avuto modo di constatare che ad oggi cani e porci (...e qui passatemi il termine) stanno facendo impunemente il nostro lavoro di consulenti con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Bando alle ciance! Per poter esercitare la professione di consulente devi dotarti di Partita IVA (per compensi superiori ai 5.000,00 Euro/anno, anche se e' difficile trovare clienti che ti facciano lavorare senza fattura, ad esempio con contratto occasionale) ed e' preferibile che ti iscriva all'Ordine dei Tecnologi Alimentari della tua regione, altrimenti devi iscriverti alla Camera di Commercio, che costa sicuramente di piu' e non ti tutela. Un altro consiglio che posso darti e' quello di dotarti di una buona assicurazione per rischi professionali (indicizzata sul fatturato) e di stilare con un buon avvocato il format dei contratti da sottoporre ai tuoi clienti. Per essere coerente col nostro ruolo (se vogliamo che i nostri clienti siano in regola, dobbiamo esserlo prima noi), ti consiglio di farti rilasciare dalla ASL l'attestato di formazione sostitutivo del LIS (Libretto di idoneita' sanitaria); ad esempio nella mia regione, l'Abruzzo, viene rilasciato con validita'; illimitata mediante autocertificazione del titolo di studio (laurea in STA).

Purtroppo vediamo in giro un sacco di consulenti improvvisati che non sanno cosa rischiano, nè quali danni fanno, ma noi siamo dei professionisti e dobbiamo emergere con le nostre competenze da questo ciarpame. Se hai poca esperienza nel settore ti consiglio di appoggiarti per i primi tempi ad uno studio gia' affermato, in modo da "farti le ossa" (il lavoro di consulente "serio" non puo' basarsi solo sulle conoscenze scientifiche, ma anche sul saper riconoscere in tempo le situazioni "pericolose").

Mi scuso per la mia nota polemica, ma sono il primo a contrastare il crescente fenomeno dei mini-corsi erogati da Enti di certificazione, formazione, regioni ecc. per Tecnici della Sicurezza Alimentare. Puo' un corso di 500 ore sostituire le competenze acquisite in un programma di studi universitario quinquennale sottoposto a verifica con un esame di Stato?

Ti do anch'io il benvenuto nel nostro mondo e ribadisco: nulla e' impossibile, ma non bisogna avere fretta di arrivare.

Saluti, Pasquale.

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Oggetto:

Grazie mille, sei stato molto esaustivo!Mi hai fatto molta chiarezza!

Allora mi rivolgerò  all'Asl di competenza per il LIS, in merito a questo devo rivolgermi alla regione in cui tenterò di trovare lavoro o a quella di provenienza?Nel senso che per ora ho residenza e domicilio differenti.

Sinceramente io per prima preferirei di gran lunga avere la possibilità di appoggiarmi ad uno studio...per imparare, è un argomento estremamente ampio e variegato.Sarebbe il mio obbiettivo primario, per sentirmi più sicura e apprendere il più possibile unendo il teorico e il pratico.

Speriamo.

A questo punto credo mi convenga assolutamente sostenere l'esame di Stato.

 


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Oggetto:

Salve,

Volevo avere chiarimenti in merito alla figura del consulente HACCP, non mi risulti sia obbligatorio essere iscritti all'albo o aver sostenuto gli esami di Stato per esercitare la professione del "Consulente HACCP". è invece necessario essere iscritti all'albo, e quindi aver sostenuto l'esame di Stato, per svolgere la professione di "Tecnologo Alimentare". Per fare il consulente HACCP non mi risulta sia necessario essere in possesso di alcun titolo di studio specifico, ovviamente un laureato in Tecnologie alimentari è più adatto a questo ruolo....ma la legge purtroppo non tutela noi poveri laureati in Scienze e Tecnologie Alimentari.

Saluti, Petraci


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Oggetto:

Vorrei chiedere qualche informazione in più in merito alla figura del consulente HACCP.

Premettendo che sono laureata magistrale in S.T.A. vorrei sapere qual è l'iter corretto per diventare consulente HACCP e quali gli enti e/o le strutture a cui rivolgermi.

Inoltre esistono dei corsi di formazione o in qualche modo abilitanti? ok che dovremmo avere le conoscenze per poter ricoprire tale ruolo ma sinceramente con un po' di coscienza critica le note pratiche e l'esperienza mancano e vorrei poter in qualche modo per lo meno approfondire la cosa prima di buttarmi ad inviare un curriculum in tal senso. 

 Grazie anticipatamente e complimenti per il sito...è davvero utile e sfaccettato.

Cara Marymary , Giulio ha fatto considerazioni giuste, richiedere l'attestato sostitutivo dei libretti sanitari non capisco quali vantaggi possa offrirti. Piuttosto i contatti con le USL sono utili soprattutto per ottenere l'autorizzazione per poter svolgere i corsi sostituivi dei libretti sanitari, ovvero dove te sei l'insegnante; credo....ma non sono sicuro che questa attività possano svolgerla anche i laureati in tecnologie alimentari, però ti devi informare perchè non escludo che qusto privilegio sia nelle sole mani dei "veterinari".

Ritornando alle consulenza HACCP, il consiglio che ti posso dare è quello di metterti, come libera professionista, sul mercato solo quando hai acquisito le giuste competenze. Anche perchè la concorrenza che ti troveria intorno è abbastanza spietata e per emergere devi essere iper-competente. Anche in questo caso prendere di riferimento le AUSL per avere chiarimenti sulle modalità di ottenimento di "Riconoscimenti" e "Registrazioni"  per le aziende alimentari può esserti utile e sarà molto utile alle aziende che aprono, cambiano ragione sociale, apportano modifiche alle attività di vario genere ecc.

In conclusione: fatti conscere, impegnati duramente e .......in bocca al lupo!

Ciao!

 


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Oggetto:

Buon giorno a tutti!

Ho letto con interesse i vostri post. Vorrei aggiungere qualche considerazione.

In primis l'iscrizione all'albo (con previo esame) non è necessaria per esercitare da libero professionista; diventa necessaria solamente per firmare documenti quali analisi di laboratorio ecc. che prescindono dalla libera o meno professione.

Non è necessario anche possedere la partita IVA per esercitare: chi è alle prime armi può avvalersi del "lavoro autonomo occasionale" che permette di non avere scritture contabili fino a 5000 Euro. Superata tale soglia è necessaria la "gestione separata" con pagamento INPS. Ovviamente rimane valida l'occasionalità di questo lavoro, nel senso che non deve essere la fonte principale di reddito. (tutte cose che un commercialista non ha difficoltà a spiegare).

Per quanto riguarda l'esperienza.. quella si fa sul campo: bisogna lavorare in un contesto aziendale per capire effettivamente quali sono le problematiche da affrontare e quindi come gestire l'HACCP. Uno studio di consulenza può dare sì una conoscenza in merito, ma secondo me generalizzata, non approfondita. Personalmente lavoro in un'azienda dolciaria e faccio HACCP anche per altre aziende del settore dolciario. Pensare di compilare manuali HACCP per il settore carne diventerebbe complicato.

Spero di essermi spiegato ;-)

 


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Oggetto:

Riporto la mia piccola esperienza siccome da qualche anno faccio anche io consulenza HACCP. Per prima cosa bisogna distinguere per quali realtà intendi lavorare: se per piccole realtà (bar, pizzeria, ristorante, macelleria etc etc) o se per grandi aziende o chi si occupa della produzione di un alimento (ad esempio un caseificio). 

Ho comprato tanti libri in tal senso che servono veramente a poco, quello che serve è fare tanta pratica, confrontarsi con qualcuno più esperto e avere TANTA pazienza con i clienti, perchè molto spesso (io lavoro in provincia di NA) non è facile e non è sempre gratificante. 


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Oggetto:

L'autorizzazione della ASL per poter svolgere i corsi sostitutivi del libretto sanitario è rischiesta in tutte le regioni?

In Lombardia non mi risulta.


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