Denominazione corretta di ragù contenente selvaggina e suino

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Oggetto:

Buongiorno a tutti, ho una domanda un po' particolare a cui non riesco a dare risposta, malgrado abbia cercato online in più riprese.

In azienda prepariamo diversi ragù di selvaggina. Per comodità in questa sede faccio un solo esempio: ragù d'anatra.

Nella ricetta è prevista una percentuale di carne suina. Per rendere l'idea oltre il 50% è anatra, poco meno del 10% è suino.

Da qui la mia domanda: se ci fosse solo anatra io credo potrei chiamarlo senza problemi "ragù d'anatra". Dal momento che aggiungiamo il suino, però, sarebbe forse più correttamente chiamarlo "ragù con anatra". Oppure ritenete che l'aggiunta di suino non renda necessaria una denominazione diversa?

Cosa pensate invece della variante "ragù al sugo d'anatra"? Io la trovo la meno corretta, ma vorrei sentire il vostro parere.

Grazie!


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Oggetto: Denominazione corretta di ragù contenente selvaggina e suino
provaprovaprovaprovaprova

Oggetto:

Direi che, viste le %, la presenza di suino non presenta problemi , dato che la selvaggina è nettamente preponderante.

Anche a me la variante "al sugo..." piace meno.

(Ovviamente la quantità della selvaggina caratterizzante deve essere indicata e, se vuoi, per maggior chiarezza, anche quella di suino).

ciao

alf


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Oggetto:

Grazie per la risposta intanto.

Quindi anche secondo te entrambe le prime due opzioni sono utilizzabili...

Per stare in tema, mi pare di ricordare, ma ultimamente perdo colpi, che ci fosse una legge o comunque qualcosa che descrivesse gli utilizzi corretti dei termini "al", "con", "al sapore di..." ma proprio non riesco a trovare nulla...


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Oggetto:

Non mi risulta che la cosa sia normata, ma solo gestita da una sorta di Gentlemen's agreement (ammesso che ci siano dei gentiluomini laddove c'è di mezzo il guadagno...).

Avevo scritto qualcosa a riguardo in un articolo pubblicato alcuni anni fa su Newsfood.com ed intitolato Gli ingredienti evidenziati in etichetta: quando c'è solo il "gusto".


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Oggetto:

Buonasera,

in merito alla denominazione commerciale del ragù che alemar78 produce, desidero appoggiare quanto affermato dal Dott. Clerici relativamente alla mancanza di una normativa che regoli l’utilizzo delle preposizioni “con”, “di”, ecc.

Difatti molto spesso l’informazione relativa ad un prodotto è influenzata dalla disonestà del produttore. Tuttavia la Legge 109/92 viene incontro al consumatore, ma anche al produttore.

Secondo l’articolo 3 del Decreto Legislativo 109/92, sul prodotto deve essere apportato la Denominazione di Vendita oppure Commerciale, il nome che identifica il prodotto.

Dal momento che la percentuale di carne d’anatra è caratterizzante il prodotto, essendo pari al 50% della carne utilizzata, mentre il suino presenta solo il 10%, a mio avviso la denominazione può essere “Ragù d’Anatra”, perché l’ingrediente principale caratterizza il prodotto.

Se comunque si desiderasse rendere ancora più trasparente il prodotto alimentare in questione, una ulteriore denominazione, a mio avviso, potrebbe essere “Ragù a base di Anatra”. In questo modo il consumatore comprenderebbe che il prodotto alimentare ha una prevalente presenza di carne d’anatra ed in minor misura di carne di suino.

Non credo si possa incorrere in nessuna evenienza spiacevole, perché l’etichetta (che dovrebbe riportare anche la carne suina e la sua percentuale) rende il prodotto chiaro e trasparente al consumatore.



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Oggetto:

Ciao,

anche secondo me, data la percentuale superiore al 50% della carne d'anatra, le proposte qui scritte non sembrano rischiose dal punto di vista dell'informazione al consumatore.

Un'altra piccola variante rispetto a quanto già detto potrebbe essere: "Ragù con carne d'anatra"; così fa presupporre che non c'è solo carne d'anatra e il consumatore che legge gli ingredienti è già "preparato" a trovare il 10% di suino.

Oppure ancora: "Ragù d'anatra con carne suina" o simili.

Vedo che ormai la conversazione è in stand-by da qualche giorno. Sarebbe interessante però sapere come hai deciso, alemar78, oppure se hai trovato la normativa che regolamenti le diciture "al sapore di...", "con...", ecc.

Ciao,

Marco


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Oggetto:

Ciao a tutti,

secondo me l'argomento anatra > 50% è ininfluente.

Potrebbe essere anatra 30% e suino 10% e la questione non cambierebbe.

Il termine ragù, associato alla specificazione di anatra (probabilmente messe in notevole evidenza!), mi porta ad intendere che la quota carne è tutta anatra.

Sfido qualsiasi consumatore, spinto all'acquisto dall'enfasi della presentazione, a non provare delusione quando, nella tranquillità di casa, dovesse scoprire il 10% di suino!

Ho incontrato casi di lucanica di cervo con: 65% suino e 30% cervo.

Quale la giustificazione addotta dai produttori?

Che il consumatore conosce tradizionalmente la lucanica di suino; l'aggiunta di altre carni è sufficiente a caratterizzare / valorizzare / dare una identità al prodotto, anche in quantitativi non prevalenti...!

La mia opinione espressa nell' analoga discussione Salame/Lucanica di cervo/asino/cinghiale/struzzo.. è ora piu rigorosa:

  • Ragù di Anatra e Suino... % / %.
  • Lucanica di Suino e Cervo... % / %.

Cordialmente,

trentino


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Oggetto:

buongiorno,

tiro su nuovamente la discussione in quanto mi trovo a dover affrontare un discorso analogo su un sugo con formaggio.

all'interno della ricetta il formaggio è il 5%, nella legislazione non ho trovato riferimenti certi all'uso più corretto del termine "al formaggio" o "con formaggio".

avete qualche riferimento normativo in più che guidi nella scelta dell'opzione della denominazione?

grazie

rossana


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Oggetto:

Secondo me, poiché il termine formaggio non da adito a fraintendimenti (è ingrediente caratterizzante del prodotto senza possibilità di enfasi rispetto a prodotti meno nobili),

le due forme di espressione sono indifferenti.


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Parole chiave (versione beta)

anatra, prodotto, carne, consumatore, formaggio, carne suino, ingrediente, sughi, legge, decreto legislativo 27 gennaio 1992 n 109, etichetta, prodotto alimentare, quantita, legislativo, base, riferimenti normativi, legislazione, salame

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