Sfogo di un Tecnologo Alimentare fortunato

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Oggetto:

Ciao Manuela,

Concordo e spero anche io nel futuro!

Saluti :)

 

 


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Oggetto: Sfogo di un Tecnologo Alimentare fortunato
provaprovaprovaprovaprova

Oggetto:

Salve a tutti.

La mia prima esperienza lavorativa è stata negativa, ma mi sono avvicinata al mondo del lavoro.

L'azienda prima di darmi la liquidazione, mi ha fatto firmare un verbale falso al ministero del lavoro e delle politiche sociali per coprirsi le spalle da una possibile vertenza sindacale e/o denuncia. Firmare o non firmare e quindi denunciarli?Alla fine ho firmato a malincuore.

Adesso sono alla ricerca di lavoro, non so se fare un 'esperienza all'estero per migliorare l'inglese sempre più richiesto o continuare a cercare lavoro.

Grazie a tutti, questo forum è molto utile!


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Oggetto:

Buongiorno a tutti.

Non da molto seguo questo interessante Forum, pertanto anche se questo "sfogo" è un pò datato mi sento di rispondere, nella speranza di ricevere qualche opinione.

Sono laureata in Tecnologie Alimentari (triennale), sono riuscita a lavorare già durante gli studi (6 mesi in laboratorio di microbiologia, 6 anni in caseificio), ora lavoro in un birrificio da due anni.

Mi sono sempre occupata di HACCP, certificazioni e laboratorio analisi. Ho intenzione di iscrivermi alla laurea magistrale, ovviamente ci vorrà un pò di tempo lavorando, ma non mi fa paura.

Quello che però mi fa star male, a prescindere da quella che è la situazione lavorativo/contrattuale del nostro Paese, è che qualsiasi azienda io conosca sembra che il Responsabile Qualità (o chi si occupa di tutto quello che concerne questo campo) quando è inserito all'interno dell'organico aziendale (ovverosia non è un consulente esterno), non è tanto preso in considerazione.

Sembra che il nostro sia solo un lavoro dedito alla compilazione di carte e io lo mal tollero. Io credo in ciò che faccio e non demordo. Lavorare bene si può e si deve.

Scusate lo sfogo.

Francesca


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Oggetto:

Ciao a tutti,

sono fuori tempo massimo per rispondere a gianna67, che nel frattempo spero abbia riacquistato la fiducia e la dignità in un ambiente meno malsano, ma ho piacevolemente scoperto il convolgimento e il sostegno che possono dare i partecipanti di questo Forum.

Sono laureata da tre anni in Tecnologie Alimentari e dopo qualche brevissimo stage ho avuto fortuna di lavorare per un anno nel Reparto Qualità di un'Azienda.

Concordo in pieno con FPoloni, penso che le figure professionali deputate alla qualità, soprattutto il Tecnologo Alimentare (e molto spesso non si sa ancora bene chi sia, cosa cambi dalle altre Professioni, quale sia la sua funzione, etc.) sono decisamente poco valorizzate in azienda; almeno come nel mio caso nelle zone del centro Italia, in cui sembra si possa fare a meno della loro preparazione.

Delusa da questa situazione spero di riuscire a non mollare e continuare a ricercare la strada, per ora confusa e sconnessa per le poche possibilità cirostanti, verso la soddisfazione professionale in questo campo.

Un caro saluto a tutti!


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Oggetto:

Ciao a tutti,

volevo raccontare la mia esperienza, in parte simile a gianna67.

Sono laureato alla magistrale in scienze e tecnologie alimentari, e un mese dopo al conseguimento della laurea ho iniziato un tirocinio presso un'azienda che produce conserve vegetali come addetto al controllo qualità. Fin qui tutto bene, avevano parlato di assunzione post tirocinio. arrivato alla scadenza dei 6 mesi mi è stato detto che non assumono. Fa lo stesso, l'esperienza è stata molto utile, sia a livello professionale che personale (tanto che con i miei ex colleghi ci sentiamo tutt'ora a distanza di un anno). Dato che non trovavo lavoro ho frequentato un corso per auditor.

A ottobre 2014 inizio a lavorare, con contratto a tempo determinato, in un'azienda artigianale che produce marmellate e confetture come "responsabile controllo qualità". la prima settimana tutto ok, poi però tutto cambia in base ai cambiamenti di umore della titolare. Tutti i giorni arrabbiata per nulla, rimproveri dati a me per problemi generati da altri (che non dovevo seguire) o per rotture di linea. Fortunatamente non mi è stato decurtato nulla dallo stipendio. Anche io non ero per nulla seguito!! tornavo a casa (dopo più di un ora di macchina) stanco e nervoso.In questa azienda se mancava il responsabile produzione le linee rimanevano ferme, questa cosa è inaccettabile in qualsiasi tipo di azienda! Era il responsabile che "comandava" l'azienda.

Fortunatamente però a dicembre mi contattano diverse aziende per dei colloqui. Alla fine mi sono licenziato dopo 3 mesi (in contemporanea con il responsabile di produzione) e ho iniziato a lavorare nell'ufficio assicurazione qualità di un'azienda BIO. Sono molto contento di questo nuovo lavoro, devo dire molto stimolante!!!

Devo dire che nonostante mi sia trovato male in quei 3 mesi, dove dovevo inventarmi il lavoro, sono comunque serviti per crescere e mettere in saccoccia qualche dritta nell'ambiente lavorativo.

Quindi la ruota gira per tutti, e spero che tu, come tutti gli altri abbia trovato qualcosa di stimolante.

Saluti a tutti e per delle chiacchiere basta contattarmi.

Gian Marco


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Oggetto:

ciao a tutti, vedo ora questa discussione.

penso di potervi partecipare anche se lavorativamente parlando sono ben oltre la prima esperienza.

ho iniziato 3 anni in una multinazionale del beverage, la classica azienda che offre veramente tanto ai dipendenti (ovviamente perennemente scontenti perchè consideravano maltrattamento ogni minima variazione. roba da prenderli a schiaffi tutto il giorno). ho mollato il contratto a tempo determinato (nonostante la stima di colleghi e capo) per andare a fare il responsabile qualità in un'azienda di famiglia.

mal me ne incolse, mi sono trovata a fare la bracciante come tutti gli altri, orari assurdi, scenate all'ordine del giorno, lavoro tutti i giorni della settimana, niente riposi, lavorato giorni di natale (notare, in una gelateria), ecc. sono stata sull'orlo di un esaurimento, ho tenuto duro solo perchè mio marito mi ha "costretta", poi a furia di mandare cv ho trovato un incarico in un'azienda vicino casa.

ho mollato dopo 8 mesi, dando il mese di preavviso e continuando ad impegnami fino all'ultimo giorno, ho tribolato mesi per avere gli ultimi stipendi compresa una denuncia per aver installato sul pc giochini scaricati da internet (pc non protetto da password in un locale dove entravano cani e porci).

quando me ne sono andata ero felicissima, sono finita in un'azienda appaltatrice dove non c'era nulla e con un lavoro molto stagionale. in un anno ho ottenuto un tempo indeterminato, stima dai colleghi e dal capo che l'anno dopo ha raddoppiato il lavoro affindandomi un altro reparto da ristrutturare. dopo 2 anni in azienda la casa "madre" ha preteso che passassi da lei per gestire definitivamente la qualità e ora come ora sono il cardine su cui vogliono basarsi per ristrutturare un po' il modo di lavorare. è anche questa un'azienda a conduzione famigliare quindi ci sono i momenti in cui ingoi perchè chi ti dice qualcosa è il padrone e come tale si comporta.

però ora come ora la maggior parte delle volte che parlo mi ascoltano, almeno mi lasciano libera di lavorare perchè ho dimostrato di non essere una fregona, di impegnarmi al massimo, di lavorare al meglio delle mie possibilità, essere costante e sempre presente, di ammettere quando ho sbagliato e di non dare mai risposte a caso. quindi la mia onestà e impegno fa si che mediamente sia trattata meglio degli altri dipendenti. il mio ex capo, che vedo ogni giorno, mi rimpiange più che l'aria..

quindi per me nonostante le situazioni pessime dare sempre il meglio di sè, essere onesti e non rispondere mai tanto per farlo fa si che alla lunga ripaghi. magari non nell'azienda attuale, ma in quella dopo. al giorno d'oggi per fortuna ci sono ancora molte realtà che ci tengono a valorizzare un buon dipendente. sta a noi dimostrare che siamo quello che serve!


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