Sfogo di un Tecnologo Alimentare fortunato

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Oggetto:

Salve,

vi racconto la mia esperienza, per avere un cosiglio, una visione forse più lucida della mia.

Mi sono laureata a marzo in Scienze e Tecnologie Alimentari, a fine maggio vengo "assunta" per 6 mesi, in un'azienda a conduzione familiare di olive da tavola. Inizialmente ho pensato di essere fortunata, tuttora, l'unico problema è che quello che faccio non mi piace, non mi stimola.

Non sono stata seguita da nessuno, i programmi della giornata li devo chiedere agli operai volta per volta, scenate, rimproveri su quello che faccio quasi tutti i giorni (10 ore al giorno da lunedi al sabato ormai il particolare degli orari è routine... W lo sfruttamento).

Sto iniziando a pensare che forse non è il lavoro per me, non sono all'altezza, non ho abbastanza competenze.


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Oggetto: Sfogo di un Tecnologo Alimentare fortunato
provaprovaprovaprovaprova

Oggetto:

Cara Gianna67,

il tuo sfogo farebbe la gioia del ministro Fornero, vista la sua più recente (e vergognosa) uscita.

Facili battute a parte, l'esperienza che stai, seppur a fatica, maturando, ti sarà indubbiamente utile per il tuo futuro professionale, e ciò te lo possono confermare tutti quelli che (come il sottoscritto) ci sono passati.

Certo, il fatto che l'azienda in cui operi sia a conduzione familiare rende ancora più ostico il tuo inserimento nel “sistema”, né ti deve meravigliare la necessità di fare riferimento agli operai per sapere ciò che si deve fare: scenate, rimproveri ed orari “elastici” sono tipici di queste realtà, ma, scusa la banalità, sono tutte cose essenziali per farsi le ossa.

Certo, può darsi che questo “non sia il lavoro per te” ma, credimi, se anche la tua carriera ti porterà ad operare in differenti realtà, l'esperienza di fabbrica ti sarà preziosa (quanto alle competenze, lascia perdere, si impara cammin facendo e non credere che chi ti rimprovera ne sappia sempre più di te...).

Dato che, come presumo, tu stia continuando a cercare di meglio, la descrizione delle tue attività costituirà indubbiamente titolo preferenziale in occasione dei futuri colloqui: non mancare, quindi, di dar loro tutto il possibile rilievo nella redazione del CV.

Infine, e sono certo di poter parlare anche a nome dei colleghi, ricordati che, per quel che può servire, TAFF è qui per darti una mano.

Coraggio e buona fortuna.

alf


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Oggetto:

Grazie! Continuerò ad impegnarmi.


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Oggetto:

Salve,

sono ormai 9 mesi che lavoro in quest'azienda. L'ambiente non mi piace; lavoro 12 ore al giorno; ho troppe responsabilità, che non corrispondono né alla paga, né alle ore di lavoro, né al mio impegno. Nel mese di gennaio mi hanno scalato 200 euro di retribuzione, a fronte di scarsi 800 euro mensili, per un reso merce... Per la Proprietà la responsabile sono io.

Nel reparto di produzione non ci dovrebbe essere un supervisore? E' normale che io non sia controllata da nessuno? Un Tecnologo Alimentare, addetto al Controllo Qualità, si deve occupare anche della Sicurezza sul Lavoro?

Il contratto scadrà a fine marzo ed io non ce la faccio più.


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Oggetto:

Cara gianna67,

Sono veramente rattristato da quello che stai passando.

La situazione che descrivi, ritengo possa spiegarsi, oltre che con l'inqualificabile atteggiamento dei tuoi "capi", anche con la situazione di questi anni, caratterizzata dalle poche opportunità di lavoro, unita all'abbondanza di "mano d'opera qualificata".

Proprio per questo, nonostante tutto, il titolo che hai dato a questa discussione rispecchia la realtà: sei un tecnologo alimentare fortunato perchè, con tutti i sacrifici e le amarezze del caso (e, anzi, proprio per questo), l'esperienza che stai per concludere ti metterà enormemente al disopra di molti altri colleghi che, contrariamente a te, possono vantare unicamente tanta teoria ma 0 pratica e ciò non potrà che avvantaggiarti nella ricerca di un nuovo lavoro. Per svolgere il quale, qualunque esso sia, i bocconi amari che hai dovuto inghiottire cominceranno a fruttare.

Ancora una volta, coraggio e buona fortuna.

Alfredo

P.S. Quanto alle centinaia di "utenti" che frequentano (spesso in modo esclusivamente "passivo") queste pagina, mi spiace notare che nessuno abbia ritenuto di sprecare qualche minuto per mandarti due righe di incoraggiamento.

Personalmente ritengo che TAFF debba servire anche a quello!

 


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Oggetto:

Ciao Gianna,

mi ha colpito molto questo tuo sfogo, allora non posso che raccogliere l'invito di alfclerici anche perchè stavo seguendo la tua discussione dall'inizio e volevo inervenire ma il tempo ultimamente è pochissimo ed in generale sono stato un po' assente da taff.

Quello che hai raccontato è semplicemente follia, penso che ci siano tutti gli estremi per una bella denuncia all'ufficio provinciale del lavoro ed altri organi competenti.

Da quanto mi risulta l'addebito in busta paga (questione molto ma molto delicata) è riservato solamente a casi ben precisi e particolari e ci vogliono prima tutta una serie di passaggi di contestazioni a vari livelli a salire di gravità (Vedi CCNL Indutrie alimentari). Quindi quanto ti è accaduto è facilmente impugnabile.

Secondo me hai davanti varie strade. Una è lasciare quel lavoro (magari prima di rischiare di farsi male o vedersi ben maggiori sopprusi) e procedere con le denunce, questo magari può servire affinchè ad altri non succeda quanto accaduto a te. Un'altra è resistere e subire per 800 euro al mese (variabili in base alle multe!) ore di lavoro e sopprusi, fino a quando non ti si prospetta un'alternativa, ma con i tempi che corrono non è così facile. Una terza ma forse non ci sono i presupposti e mettersi a tavolino con questi signori e anche in modo forte esprimere le tue opinioni, argomentando anche sul fatto che tutto questo non va a loro vantaggio e nemmeno dell'azienda, anzi.

Sicuramente come dice alf questa è tutta esperienza, e penso tutti abbiano passato momenti terribili nella propria carriera (ti parla uno che ha rischiato l'esaurimento durante un'esperienza lavorativa). Quindi ti posso consigliare di finalizzare questo momento all'arricchimento del tuo curriculum, e cercare di darci una spiegazione, in modo da non cadere nella trappola di sentirti tu in difetto, in torto, incapace come voglioni farti credere, Quindi come puoi capire il tuo caso è abbastanza un classico nel panorama della carriera di una persona.

Quello che penso io però dopo un po' di anni di esperienza è che a volte ci vuole anche la fermezza ed il coraggio di ribellarsi e mettere di fronte queste persone alle loro responsabilità, anche questo ci fa crescere ed imparare a difenderci perchè oggi è questo ma domani chissà cosa ti potrà accadere. Infine come ho detto prima pensiamo anche agli altri non solo a noi stessi, se qualcuno prima avesse fatto qualcosa magari tu adesso non saresti in questa situazione, quindi pensiamo anche a quel povero ragazzo/a che magari verrà dopo di te.

Coraggio e tieni duro, sono disponibile aventualmente anche ad essere contattato privatamente per una bella chiacchierata!.

Ciao tienici aggiornati.

Alfredo


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Oggetto:

Ciao Gianna67,

capisco perfettamente la tua situazione perchè ci sono passata personalmente. Ho lavorato per 7 mesi in una azienda come tecnologa alimentare, i primi 3mesi di prova tutt'ok, dopo le cose sono andate via via peggiorando, mi si chiedeva sempre di più sia come mansioni e responsabilità che come ore di lavoro, e come se non bastassero c'erano anche gli ammonimenti del capo anche per responsabilità che non avevo, il semplice fatto che lui era nervoso bastava per prendersela con me. ma la cosa più brutta era che aveva questi momenti di ira anche quando nell'azienda erano presenti persone estranee, oppure davanti agli operai. Molte volte programmavamo la produzione insieme, dopo mezz'ora ci ripensava e senza avvisarmi si recava in produzione a modificare il tutto, mi ritrovavo davanti al personale al quale non sapevo dire niente per la mia non conoscenza. Ma i problemi non erano solo questi ma anche a volte la scarsa materia prima che si usava, e poi i prodotti ritornavano indietro e sinceramente all'inizio della mia carriera non volevo bruciarla cosi velocemente, facendo la figura dell'incombetente. Anch'io ad un certo punto ho cominciato a pensare che il lavoro di tecnologo non fosse per me, non mi piaceva fare quello che facevo, ma non era cosi, per fortuna.

E pensare che avevo anche un ottimo contratto a tempo indeterminato ma non sono pentita della scelta che ho fatto, ne stava andando della mia salute, ero dimagrita e continuamente nervosa, la sera tornavo a casa il più delle volte piangendo.

Ma fortunatamente rispetto a te, a me non veniva tolto niente dallo stipendio per la merce tornata indietro per cause altrui. Anche se ci sono voluti un sacco di mesi dopo le dimissioni per avere gli ultimi tre mesi di stipendio.

Il mio successore ha resistito un anno e poi ha lasciato con le mie stesse motivazioni. Ed io non ero la prima..Ma queste cose non miglioreranno fino a quando continueranno ad esserci persone che subiscono senza ribellarsi, non siamo schiavi di nessuno.

Come vedi sfortunatamente non sei la sola ad aver avuto questa cosi brutta esperienza, che nonostante tutto fa crescere (se si sopravvive ;- )!! ) e sarà sicuramente utile per le successive.

Scusate se sono stata troppo lunga ma tutto ciò per dirti che non sei sola e che con grande amarezza capisco perfettamente cosa stai passando e non mi sento neanche di dirti di resistere e continuare a stare male.

Buona serata a tutti

GioPic

 


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Oggetto:

Ringrazio tutti voi per i consigli e per avermi ascoltato.

Intanto ho chiarito la situazione con il mio datore di lavoro: non accadrà più, la detrazione è stata solo una "punizione".

Voglio crescere, voglio impegnarmi e capire bene il mio lavoro. Questo è l'ultimo mese a tempo determinato.

Grazie ancora.


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Oggetto:

Ciao Gianna,

leggo la discussione solo ora. Come hanno detto gli altri, capitano queste fasi della vita professionale ed è giusto farsi valere con fermezza e possibilmente sempre con educazione anche per restare ad un livello più alto rispetto a chi "urla e punisce" a vanvera.

Anche a me capitano episodi di difficoltà, ma senza arrivare ai livelli di una penale pecuniaria.

Volevo chiederti quindi come va, se sei ancora lì... insomma come procede?

Spero meglio!

Ciao,

Marco


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Oggetto:

Ciao a tutti!

Credo che tutti noi possiamo raccontare simili disavventure! Non sto qui a raccontare cosa mi è successo, ma posso garantirvi che se non avessi avuto il sostegno dei miei genitori non so che fine avrei fatto! Ora ho aperto un'attività di consulenza, collaboro con vari professionisti, ma non è semplice in questi tempi prendere un pezzo di mercato di lavoro! Nessuno ti assume, tutti hanno paura di spendere visti i tempi che corrono. 

Tutto ciò finirà (spero presto) e allora non dobbiamo farci cogliere impreparati. Meglio fare esperienza gratis (purtroppo è così per tutti!) ed essere in grado di lavorare piuttosto che stare a casa e non imparare niente!

Auguro a tutti una buona giornata e un "in bocca al lupo" a chi, come Gianna e come me ha voglia di un futuro lavorativo migliore.

Manuela


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