Impianti produzione Azoto per industria alimentare

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Oggetto:
Buonasera a tutti,

scrivo per chiedervi qualche delucidazione in merito alla produzione di azoto per il confezionamento di prodotti alimentari.

Ho visto che in commercio esistono moltissimi generatori di azoto e i produttori ne decantano i vantaggi soprattutto in termini di risparmio di costi, poichè ovviamente l'azienda non deve più acquistare l'azoto in bombole ma se lo produce da sè.

E' possibile prodursi l'azoto in casa? E' effettivamente così conveniente?

L'azoto prodotto deve essere in qualche modo lottizzato? Oppure la lottizzazione del gas d'imballaggio deve essere effettuata soltanto nel caso in cui si venda tale additivo?

Bisogna effettuare delle analisi sull'azoto prodotto? Devo certificare l'azoto? Devo certificare l'impianto?

Vi ringrazio per le risposte!

Enrica

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Oggetto: Impianti produzione Azoto per industria alimentare
provaprovaprovaprovaprova

Oggetto:
Purtroppo non so nulla riguardo i problemi impiantistici.

Dal punto di vista normativo, ti ricordo: il D.P.R. 19.11.97 n. 514 Regolamento recante disciplina del procedimento di autorizzazione alla produzione, commercializzazione e deposito di additivi alimentari (GURI n. 60/1998).

Se per “lottizzato” intendi l'attribuzione di numeri di lotto, ritengo ciò indispensabile qualora lo si venda, ma anche (rintracciabilità interna) nel caso lo si usi direttamente.

In merito alle analisi, come sai l'azoto, in quanto additivo alimentare, deve rispondere ai requisiti di purezza di cui al reg. 231/12. In particolare:

Acqua Non più dello 0,05 %

Ossido di carbonio Non più di 10 μl/l

Metano e altri idrocarburi Non più di 100 μl/l (calcolati come metano)

Biossido di azoto e ossido di azoto Non più di 10 μl/l

Ossigeno Non più dell'1 %

ciao

alf

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Parole chiave (versione beta)

e941, impianto, industria alimentare, additivi, analisi, alimentare, prodotto, acqua, prodotto alimentare, gas, confezionamento, requisiti, imballaggi, rintracciabilita

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