Denominazione di vendita in lingua non italiana

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Oggetto:

In una azienda produttrice di prosciutti cotti si lavora per ottenere  un prodotto che però non è definibile prosciutto cotto.

ma a cui si vuole dare una denominazione(in lingua non italiana) che richiama la sua particolare forma

mi chiedo ora bisogna integrare la denominazione con altro termine che chiarisca effettivamente cos'è?

sissi


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Oggetto: Denominazione di vendita in lingua non italiana
provaprovaprovaprovaprova

Oggetto:

La tua riflessione è orientata nel verso giusto:

la denominazione di vendita non può limitarsi ad esprimere le "forma" (non obbligatoria!), ma deve esprimere la "sostanza".


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Oggetto:

Inoltre, in italiano!


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Oggetto:

ma se non è un prosciutto cotto,quale denominazione potrei dargli (inserire in etichetta)?

prodotto di salumeria cotto + denominazione commerciale (nome fantasia )potrebbe andare bene?

 

saluti


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Oggetto:

Puoi illustrare di cosa si tratta?


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Oggetto:

Si tratta di  un salume con la particolare forma ad esemp.di un  CUBO 

La sua  denominazione  di vendita è in questo caso ad esempio CUBE

Fesa selezionata di suino  sottoposto a Siringatura , zangolatura, stampaggio, cottura, confezionamento in sacco di alluminio,sottovuoto, sterilizzazione. 

 


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Oggetto:

Proposte:

- Salume di fesa di suino cotto

- Fesa di suino salume cotto

- Salume cotto di fesa di suino

- Altre ...?

Amici di Taff, date un contributo...

__________________-

CUBE, quale eventuale denominazione aggiuntiva commerciale/di fantasia, staccata dalla denominazione di vendita.


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Oggetto:

Personalmente preferirei:

CUBE (denominazione commerciale/di fantasia), termine ben comprensibile in più lingue, che non necessita ulteriori traduzioni

prodotto di salumeria cotto (denominazione di vendita, ex art. 17 dell'1169/11)

Ingredienti: fesa di suino........

Per quanto riguarda la traduzione di "prodotto di salumeria" , ho trovato, nei testi UE, il termine charcuterie sia nella versione inglese che in quella francese. Per il tedesco wurstwaren (ma non garantisco) e per lo spagnolo chacinerìa.

In questi casi, comunque, è sempre bene verificare con chi se ne occupa istituzionalmente (es. ICE)  

 

 


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Oggetto:

e se il prodotto lo vendo in Italia non andrà più bene in tal caso la denominazione (sia commerciale  che di vendita)  in lingua straniera ?


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Oggetto:

Se il prodotto è venduto in Italia, le diciture devono essere  in una lingua facilmente comprensibile da parte dei consumatori: 

trattandosi dell'Italia, direi che l'italiano sia da preferire (cfr 109/92, art. 3; reg. 1169/11, art. 15)


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Parole chiave (versione beta)

prodotto, cotto, salumi, prosciutto cotto, etichetta, alluminio, decreto legislativo 27 gennaio 1992 n 109, cottura, verifica, sterilizzazione, confezionamento, consumatore, ingrediente

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