Tutela del Made in Italy

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Oggetto:
un saluto agli amici del forum
attualmente vivo in Polonia e mi capita di vedere nei banchi frigo dei supermercati il nostro piu' famoso formaggio con la dicitura "parmesan". Vi chiedo, come e' possibile che un prodotto tutelato da leggi europee, con un disciplinare creato dal consorzio di tutela piu' antico d'Italia vari il suo nome nelle diverse nazioni europee? Immagino una situazione del genere nel resto del mondo, in cui la continua agropirateria porta la commissione europea a esigenti richieste di tutela al WTO. In europa non lo comprendo, anche perche' negli  scaffali limitrofi vedo olio umbro d.o.p. o le diverse tipologie di pasta con il naming originale. Come la pensate al riguardo?


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Oggetto: Tutela del Made in Italy
provaprovaprovaprovaprova

Oggetto:
Ciao Donato,
hai fatto riferimento ad una tematica che negli ultimi tempi ha raggiunto dimensioni molto vaste, quello dell’ ”Agropirateria”.
Da sempre i prodotti alimentari sono stati oggetto di alterazioni, falsificazioni si va dalla falsa identità merceologica, all’ingannevole identità geografica fino all’alterazione delle scadenze.
L’Agropirateria è l "’imitazione" o “contraffazione” di un prodotto alimentare realizzata utilizzandone la popolarità,copiando nomi,marchi,sembianza o caratteristiche.
Il  vero proprio “taroccamento” del nome di prodotti alimentari italiani, usati impropriamente o con distorsioni minime rispetto ai nomi originali, in modo da ricordare il nome dei  prodotti italiani rinomati,  spesso a marchio di tutela con lo scopo di evocare nella mente del Consumatore tali prodotti e spingere all’acquisto.
In realtà si tratta di oli, vini,formaggi e così via  che non sono stati prodotti in Italia, per la cui lavorazione non è previsto alcun disciplinare e che nulla hanno a che vedere con l’originale “made in Italy”.
È un giro di affari di miliardi di Euro che oltre ad un danno economico ,di immagine e sociale per il nostro Paese inganna i consumatori con il rischio di portare all’estinzione di alcuni prodotti di nicchia, prodotti tipici che garantiscono una qualità delle materie prime e valorizzano il territorio.
Eseguo una piccola digressione: per prodotti tipici e tradizionali si intendono i prodotti associati a legami culturali o con il territorio di cui sono originari e tutelati dai marchi comunitari Dop (Denominazione di origine protetta),  Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionale garantita) (Reg. CE 510/2006) che sono la nostra  “punta di diamante”.
Come se non bastasse ciò comporta un freno all’accesso ai mercati internazionali, con conseguente perdita di spazio di mercato a beneficio dei prodotti se così possiamo chiamarli “di imitazione”, un aumento vertiginoso dei prezzi cui segue una scelta da parte del consumatore per l’imitazione e successiva svalutazione dello stesso  prodotto a marchio originale.
Vogliamo poi parlare dove andrà a finire la tipicità di un prodotto e il suo legame con le tradizioni e l’ambiente di produzione?
Purtroppo a livello mondiale non esiste una vera e propri a difesa dei nostri prodotti a marchio contro la contraffazione; a livello Unione Europea è riconosciuta la tutela dei prodotti a denominazione di origine, ma aimè questa tutela non esiste ancora fuori dalla comunità.
 e  in secondo luogo insistere di più sulla “trasparenza in etichetta” in particolare sull’indicazione di origine
In base a quanto sarebbe essenziale e il più velocemente possibile ricorrere in sede di WTO cercando un accordo sul commercio internazionale per la tutela delle denominazioni di origine dai falsi, ma è anche necessario e fondamentale fare chiarezza a livello italiano ed europeo sull'obbligo e modalità di indicare in etichetta in "modo assoluto" l'origine dei prodotti alimentari e insistere di più sulla "trasparenza delle stesse etichette".

Attendo repliche.

Ciao e a presto!


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Oggetto:

ciao Marco,

sei stato molto esaustivo in questo tuo parere.

All'uso ormai inflazionato del concetto di Made in Italy viene spesso opposto quello di agropirateria, la cui connotazione, evidentemente negativa, non necessita ulteriori commenti. Un altro termine è italian sounding: s'intendono quei prodotti contraffatti che invadono i mercati internazionali utilizzando un nome che "suona italiano". In ogni caso è un agrofake business da miliardi di euro sempre a discapito del made in italy.

per quanto riguarda le etichette, c'è da notare che se prendo una bottiglia di olio o un pacco di pasta, riesco a leggere le informazioni in etichetta e capire origine,produttore,tmc,ecc... nel caso del formaggio, ho visto nel banco frigo solo un pezzo di forma con la dicitura 'parmesan'. si tratta di un altro atto controlegge? l'apposito cartello deve contenere altre informazioni piu precise al pari un'etichetta?
 


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Oggetto:
Ciao, il caso "Parmisan" nello specifico più volte è stato oggetto di dibattimento anche nei tribunali; il Consorzio del Parmigiano Reggiano e l'Italia da diversi anni hanno portato avanti cause contro produttori di diversi Paesi europei che usano "impropriamente" il termine "Parmisan".
Inutile dire e tu giustamente lo hai sottolineato,  che l'uso di tale denominazione nell'etichettatura di prodotti non corripsondenti al disciplinare DOP del "Parmigiano Reggiano" sarebbe da essere considerata illegale.
Anche se più volte i vari tribunali, anche quelli europei hanno dato ragione al Consorzio del Parmigiano Reggiano quello che emerge è la mancanza di un'azione e di una "presa di posizione" netta contro le imitazioni e le contraffazioni dei prodotti da denominazione di origine.
Da quello che mi risulta è vitata la commercializzazione del "Parmisan" non prodotto in Italia in tutta la Comunità Europea, in quanto solo il Consorzio del Parmigiano può utilizzare questo "nome" in etichetta.
Questa però è solo la "punta dell'iceberg", mentre non stiamo discutendo quanti prodotti "tarocco made in italy" con nomi molto simili agli originali tutelati da Disciplinare vengono commercializzzati in tutta la Comunità Europea e non solo?

Aspetto repliche!



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Oggetto:

ciao, leggevo alcuni articoli attinenti che potrebbero interessare:

http://www.newsfood.com/q/62224c75/il-made-in-italy-e-legge/

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/primopiano/dettaglio_primopiano.php?sezione=primopiano&tema_dir=tema2&id_primopiano=498

speriamo si facciano passi concreti...


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Parole chiave (versione beta)

etichetta, made italy, contraffazione, formaggio, livello, prodotto, prodotto alimentare, consumatore, alterazione alimenti, legame, pasta, prodotto italiano, dop, legge, prodotti tipici, tmc, vino, base, qualita, bottiglia, materia prima, prodotto alimentare italiano, igp

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