L'affaire Plasmon/Barilla: che ne pensate?

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Oggetto: L'affaire Plasmon/Barilla: che ne pensate?

Per quei pochissimi che ancora non ne hanno sentito parlare, segnalo questo riassunto, che mi pare il più completo di quanto, sino ad ora, sia disponibile in rete.

Questo il comunicato presente nel sito di Barilla. Il sito di Plasmon (saggiamente? astutamente?) si apre con l’immagine, già presente nei giorni scorsi nei quotidiani, del raffronto relativo ai biscotti, senza ulteriori commenti.

Così il Decr.to leg.vo 145/07 relativo alla pubblicità ingannevole:

d)pubblicità comparativa: qualsiasi pubblicità che identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente;

Art. 4. Condizioni di liceità della pubblicità comparativa

1. Per quanto riguarda il confronto, la pubblicità comparativa é lecita se sono soddisfatte le seguenti condizioni: a) non é ingannevole ai sensi del presente decreto legislativo o degli articoli 21, 22 e 23 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante "Codice del consumo"; b) confronta beni o servizi che soddisfano gli stessi bisogni o si propongono gli stessi obiettivi; c) confronta oggettivamente una o più caratteristiche essenziali, pertinenti, verificabili e rappresentative, compreso eventualmente il prezzo, di tali beni e servizi; d) non ingenera confusione sul mercato tra i professionisti o tra l'operatore pubblicitario ed un concorrente o tra i marchi, le denominazioni commerciali, altri segni distintivi, i beni o i servizi dell'operatore pubblicitario e quelli di un concorrente; e) non causa discredito o denigrazione di marchi, denominazioni commerciali, altri segni distintivi, beni, servizi, attività o posizione di un concorrente; f) per i prodotti recanti denominazione di origine, si riferisce in ogni caso a prodotti aventi la stessa denominazione; g) non trae indebitamente vantaggio dalla notorietà connessa al marchio, alla denominazione commerciale ovvero ad altro segno distintivo di un concorrente o alle denominazioni di origine di prodotti concorrenti; h) non presenta un bene o un servizio come imitazione o contraffazione di beni o servizi protetti da un marchio o da una denominazione commerciale depositati.

2. Il requisito della verificabilità di cui al comma 1, lettera c), si intende soddisfatto quando i dati addotti ad illustrazione della caratteristica del bene o servizio pubblicizzato sono suscettibili di dimostrazione.

3. Qualunque raffronto che fa riferimento a un'offerta speciale deve indicare in modo chiaro e non equivoco il termine finale dell'offerta oppure, nel caso in cui l'offerta speciale non sia ancora avviata, la data di inizio del periodo nel corso del quale si applicano il prezzo speciale o altre condizioni particolari o, se del caso, che l'offerta speciale dipende dalla disponibilità dei beni e servizi.

Orbene, le due tesi sono piuttosto chiare.

Barilla lamenta, in sintesi, la scorretta applicazione dei principi della pubblicità comparativa, sostenendo che si tratta di prodotti diversi, in quanto destinati a diverse categorie.

Plasmon parrebbe preoccupata essenzialmente della salute dei suoi piccoli consumatori "mamme, attenzione! non usate prodotti inadatti!" Non è detto, però, che le mamme decodifichino il messaggio in questo modo: potrebbero, addirittura, sentirsi offese dal fatto che Plasmon le giudica, se non proprio irresponsabili, quantomeno disattente (tanto è vero che Barilla dice "le mamme italiane sanno quello che fanno"). Possibile che non ci sia qualche altro scopo recondito? Rosicchiare quote di mercato a Barilla? Mi pare improbabile. Intaccarne l'immagine? Forse. A me, comunque, il tutto mi pare un poco strano, tanto è vero che non mi meraviglierei troppo se la manovra si rivelasse un autogol.

Vi sarebbero, poi, considerazioni prettamente tecniche. Plasmon puntualizza (ben sapendo che si tratta di un aspetto cruciale della faccenda):"Analisi certificate da laboratorio privato indipendente, accreditato alla norma ISO 17025, sui contaminanti più rilevanti". Come sono stati effettuati i campionamenti? E la rappresentatività? E la possibilità di controanalisi? Tutto questo, peraltro, verrà approfondito dai legali che, sicuramente, saranno già entrati in campo.

Sarà invece interessante seguire, se ve ne saranno, le reazioni dei consumatori e delle loro Associazioni.

Che ne pensano i TA?



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Parole chiave (versione beta)

consumatore, legislativo, professionista, certificato, associazione, biscotti, campionamento, contraffazione, laboratorio, analisi, sicuramente, requisiti, contaminanti

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