Cosa fare dopo la triennale in S.T.A. ?

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Oggetto:

Salve a tutti,
sono una neolaureata alla triennale in Scienze e Tecnologie Alimentari e scrivo sperando di ricevere consigli e/o ascoltare le vostre esperienze riguardo il post- laurea.
Ho intenzione di proseguire con la magistrale per poter così completare il mio percorso di studi, tuttavia sono molto indecisa: continuare con il Controllo Qualità o specializzarmi in altri settori più spendibili lavorativamente (ad esempio ramo chimico o biologico)? Quali settori consigliereste?


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Oggetto: Cosa fare dopo la triennale in S.T.A. ?
provaprovaprovaprovaprova

Oggetto:

Suggerimento 1: vai a lavorare.

Suggerimento 2: segui un po' le indicazioni personali che ti ha dato la triennale. Cosa ti piace di più e ti stimola, non stare tanto a guardare cosa è più di moda come settore piuttosto che cosa potrebbe essere più appetibile nei prossimi anni nel mondo del lavoro.

Ciò che impari oggi tra 5 anni potrebbe essere superato però se hai scelto cosa ti piace ed entusiasma sarai diventata brava in quello e lo spazio riuscirai a ritagliarlo da sola, non preoccuparti.

Considera che se scegli cosa non ti piace:

- farai tanta fatica

- potresti arrivare in fondo e scoprire che ciò che sai non ti serve a niente

- il settore potrebbe essere in crisi e ti troveresti poco arricchita e povera (che sono due cose ben diverse ma brutte entrambi).

Non è facile far capire il tono nei messaggi scritti ma leggi con molta ironia, soprattutto il suggerimento 1. :-)


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Oggetto:

Condivido in pieno ...


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Oggetto:

...dissento!

Concluderei i 5 anni di STAL. I corsi di Laurea vengono aggiornati e molte cose che si imparano sono purtroppo sconosciute nel mondo del lavoro (molto più arretrato di quanto insegnato nelle università, almeno in Italia). Nel percorso inserirei necessariamente una esperienza di Erasmus all'estero dove poter proseguire post laurea se uno è bravo e vuole andare via dal paese. Farei infine la tesi in un'azienda così da poter accumulare una prima necessaria ed importantissima esperienza che ti permetterà di entrare più agilmente nel mondo del lavoro.

Dopo la laurea magistrale darei l'esame di stato e mi iscriverei all'albo di appartenenza. La verità è che siamo pochi e contiamo poco, ma non è detto che nel futuro le cose non cambino in meglio.

Hai investito 3 anni della tua vita a prendere una laurea triennale. Secondo me vale la pena spenderne altri 2 per concludere un percorso quinquennale andando a studiare all'estero e facendo la tesi in un azienda. Con l'iscrizione all'albo infine massimizzerai le tue chances legate ai titoli universitari / formali.

 


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Oggetto:

Buongiorno!

Perché dici dissento??? Mi trovi in pieno accordo! Pensa che io stesso ho fatto la magistrale, ho fatto l'erasmus a 28 anni e ho fatto la tesi in azienda! Purtroppo non ho fatto l'esame di stato che come osservi tu perfettamente avrebbe massimizzato gli studi fatti. In più però ho lavorato full-time tra triennale e magistrale e part-time durante la magistrale, ovviamente nel settore alimentare.

La mia risposta pungente/ironica era riferita ai dubbi su cosa scegliere come magistrale ecco il perché ho risposto scegli come ti senti piuttosto che sacrificarti per potenziali prospettive.

Il mio "vai a lavorare" va inteso come non fermarti all'accademico ma metti in pratica!


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Oggetto:

"I corsi di Laurea vengono aggiornati e molte cose che si imparano sono purtroppo sconosciute nel mondo del lavoro (molto più arretrato di quanto insegnato nelle università, almeno in Italia)"

Su questo però un po' dissento io! Il mondo del lavoro spesso va 10 volte più veloce di quello che viene insegnato all'università. Esempi:

- tecniche di laboratorio che nel mondo del lavoro sono 10 anni avanti rispetto ai laboratori universitari

- tecniche di produzione/ricerca e sviluppo non ne parliamo nemmeno

- il fatto che all'università si usano ancora i libri ti fa capire come l'aggiornamento delle informazioni sia lento

Se ti riferisci al fatto che le realtà aziendali  piccole e medie (90%) non sono al passo con i tempi posso essere d'accordo ma che l'università si muova più velocemente ho i miei dubbi.

Ti faccio solo un altro piccolo esempio: nel 2011 durante la magistrale ci fu una riunione di tutti gli studenti del mio corso (9) con il presidente del corso di laurea e tra le tante richieste ci fu quella di fare delle lezioni su come scrivere un piano di autocontrollo igienico poiché secondo noi era una carenza grave essere laureati magistrali senza avere questa competenza pratica.

Incredibilmente hanno chiamato me per colmare questo gap e farò dei seminari a riguardo: a marzo 2019 ....


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Oggetto:

Buongiorno a te macgala :)

Il lavoro, come hai evidenziato perfettamente tu, è importantissimo ma non lo avrei messo come "consiglio 1" nella risposta. Su quello dissento perchè, dal mio punto di vista, il consiglio numero 1 è "continua con la magistrale", magari mettendo in parallelo un lavoro nell'industria alimentare (se ci riesci e chapeux a chi ci riesce).

Quanto affermi è sacrosanto e direi che stiamo dettagliando meglio l'argomento. L'università purtroppo non si muove più velocemente ma risulta ancora, sul piano teorico, più avanti della maggior parte delle aziende italiane, appunto piccole e medie.

Sulla carenza di pratica dell'università non infierisco ulteriormente e sono al 100% d'accordo con te. Anche io da neolaureato non sapevo fare un piano di autocontrollo, vantato a gran voce da pseudo consulenti con qualche corso di formazione in formula week end alle spalle; una vergogna per me e l'università.


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Oggetto:

p.s. francesca è la stessa che nel 2016 scriveva cosa secondo lei era meglio iniziare, quindi complimenti per esserti laureata in scienze e tecnologie alimentari! :)

https://www.taff.biz/studenti-s.t.a./2297-44-scienze-e-tecnologie-alimentari-sbocchi-lavorativi/1


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Parole chiave (versione beta)

lavoro, controllo, post lauream, qualita, legge, scienze tecnologie alimentari

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