Buongiorno,
mi trovo a dover convalidare la procedura operativa per un grande centro di deposito e smistamento merci ad altissima rotazione, si tratta di svariate migliaia di articoli diversi.
L'operatività si limita esclusivamente al transito e allo stoccaggio di prodotti alimentari integri, racchiusi nel loro imballaggio primario e secondario. Non vi è alcuna fase di lavorazione, porzionatura, manipolazione o disimballaggio.
Dal punto di vista della valutazione scientifica dei pericoli, in condizioni operative normali, la probabilità di un contatto accidentale è praticamente nulla.
L'unico scenario di pericolo plausibile sarebbe la rottura accidentale di un collo. T
Tuttavia, in una struttura ben organizzata, a fronte di uno sversamento si appliccherebbe sempre una procedura universale di isolamento dell'area, rimozione e sanificazione profonda.
Tale procedura sarebbe attivata a prescindere dal fatto che il prodotto rovesciato contenga arachidi, latte o semplice farina di grano. La misura preventiva e correttiva, dunque, è già strutturata per coprire il rischio massimo in ogni situazione.
Ed è qui che sorge il mio dbbioi. Se la gestione fisica dell'emergenza è standardizzata per arginare il peggior scenario possibile, qual è il reale valore aggiunto, in termini di sicurezza alimentare, di mantenere un documento anagrafico aggiornato che elenchi al millimetro gli allergeni presenti in diecimila referenze in continuo mutamento?
Grazie
